Progetto RIUSA

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Il progetto RIUSA ha come obiettivo l’impiego di bio-poliesteri alifatici (i.e. polilattidi) di recupero (ovvero, provenienti da scarto di produzione o da raccolta differenziata) nei processi per la produzione automatica e digitalizzata (i.e. secondo logiche Industria 4.0) di un’ampia gamma di imballaggi alimentari (incluso film flessibili, sacchetti free standing, contenitori, bottiglie e tappi) in piena coerenza con i paradigmi dell’Economia Circolare. Gli imballaggi intelligenti prodotti, cosiddetti Packaging 4.0, saranno:

  • interamente compostabili e/o riutilizzabili secondo il quadro normativo EN13432;
  • resistenti e termostabili (i.e. idoneità degli imballaggi per contatto con alimenti caldi o per la macchinabilità in impianti di riempimento a caldo/asettico);
  • autoprotetti dall’ossigeno e dalla foto-ossidazione ovvero capaci di preservare a lungo e in condizioni ottimali gli alimenti, riducendo sprechi alimentari e invenduto e semplificando la gestione di magazzino;
  • idonei al contatto alimentare prolungato (i.e. allungamento della shelf-life, riduzione scarto alimentare e invenduto, miglioramento gestione delle scorte).

Pertanto, obiettivo principale del progetto è sviluppare una strategia circolare di utilizzo e smaltimento delle materie plastiche compostabili. Tali materie sono infatti una valida soluzione alla problematica ambientale della plastica, ma hanno un costo molto elevato che ne limita la diffusione su larga scala.
Il progetto si attuerebbe procedendo al recupero dei vuoti in compostabile, allo studio e alla progettazione di formulazioni di recupero e di processi di lavorazione con 50% di materiale recuperato. Gli imballaggi così realizzati saranno sacchetti free standing per il confezionamento di alimenti solidi e liquidi, contenitori per termoformatura destinati al settore della ristorazione collettiva oppure al mercato dei derivati del latte e dei latticini, bottiglie e tappi per il mercato del latte e dei suoi derivati.

Il materiale bio-plastico che si intende sviluppare, assicurerà buona resistenza meccanica (circa 50 MPa), duttilità (elongazione a rottura fino al 10%), tenacità (tenacità a frattura > 1 MPa/m2) e resistenza all’impatto (> 50 J/m Izod), buona stabilità termica (> 95-97°C) e bassissima permeabilità all’ossigeno, agli aromi (fino a 100 volte in meno ai gradi di PLA commerciali già disponibili sul mercato e, quindi, migliorativo anche rispetto ai gradi di PET commerciale e comunemente in uso nel settore degli imballaggi a uso alimentare) e alla luce.

Il progetto

Con le azioni del progetto RIUSA si intende realizzare un’interazione proattiva e di lungo termine, tra realtà differenti operanti in Regione, quali Organismi di Ricerca (Università degli Studi di Roma Tre, Sapienza Università di Roma) e aziende produttrici, trasformatrici e utilizzatrici di materiali plastici nel settore alimentare (Cuki Cofresco e Fattorie Lattesano). RIUSA si occuperà di valorizzare gli scarti di produzione nella manifattura di una gamma di imballaggi “intelligenti” in plastica di bio-derivazione compostabile, termostabile, autoprotetta e idonea al contatto prolungato con alimenti.
economia circolare

I partner coinvolti

Cuki Cofresco azienda converter di materie plastiche, implementerà nuovi processi di valorizzazione degli scarti per la manifattura, semi- lavorati e prodotti finiti nuovi, che contengano un’aliquota di materiale da recupero fino al 50% sul peso dell’imballaggio. Fattoria Lattesano attraverso una rete di distribuzione capillare, porta in tavola dei romani oltre 14 milioni di bottiglie di latte all’anno, ovvero 400 tonnellate di plastica recuperabili. Sfruttando la rete di distribuzione Fattorie Lattesano sarebbe possibile recuperare, selettivamente, le bottiglie prodotte in materiale compostabile e reimpiegarle nel processo di produzione di Cuki Cofresco. Roma Tre ha il compito di progettare nuove formulazioni a base di PLA, impiegando sia PLA vergine ottenuto mediante processi fermentativi di scarti agricoli che PLA di recupero, proveniente da scarti industriali (gli scarti della sola Cuki Cofresco sono oltre il 35% del materiale processato) e da operazioni di raccolta differenziata.
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Il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale

La Regione Lazio destina dieci milioni di euro del fondo POR FESR Lazio 2014-2020*1,2 per promuovere e rafforzare la competitività del tessuto produttivo regionale nel settore della Green Economy.
Il bando Circular Economy ed Energia*3,4 sostiene progetti imprenditoriali che, anche mediante integrazione di filiere, scambio di conoscenze e competenze, abbiano ricadute significative sugli ambiti strategici individuati tramite la Call for Proposal “Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali”*5.
L’avviso pubblico è destinato a micro, piccole, medie imprese (Mpmi), grandi imprese, organismi di ricerca e diffusione della conoscenza e loro eventuali aggregazioni temporanee, teso a favorire la riqualificazione settoriale, in coerenza con la Smart Specialisation Strategy (S3)*6 regionale.

*1 http://lazioeuropa.it/porfesr
*http://ec.europa.eu/regional_policy/index.cfm/it/funding/erdf/
*http://lazioeuropa.it/bandi/por_fesr_bando_circular_economy_ed_energia-494/
*4 http://www.lazioinnova.it/bandi-post/circular-economy-ed-energia/
*5 http://lazioeuropa.it/bandi/call_for_proposal_sostegno_al_riposizionamento_competitivo_dei_sistemi_imprenditoriali_territoriali_prorogato_al_30_novembre_2015-351/
*http://lazioeuropa.it/files/140723/regione_lazio_smart_specialisation_strategy_luglio_2014.pdf